L’Australia sta nuovamente discutendo del biodiesel come soluzione rapida all’aumento dei prezzi del carburante, ma la realtà è molto più complessa. L’attuale spinta per il biodiesel alla pompa ignora il fatto che la maggior parte dei veicoli moderni non può funzionare in modo affidabile con altro che non sia miscele minime – un problema che è diventato acuto man mano che le catene di approvvigionamento globali di carburante si destabilizzano.
Il decennio perduto delle opportunità
Due decenni fa, il biodiesel sembrava un percorso chiaro verso l’indipendenza del carburante. Realizzato con oli usati, alghe o persino grassi da cucina usati, potrebbe essere prodotto localmente e integrato nelle infrastrutture esistenti. Tuttavia, la mancanza di sostegno governativo, le importazioni di diesel a basso costo e le politiche fiscali sfavorevoli hanno effettivamente ucciso l’industria australiana del biodiesel prima che potesse espandersi. Il risultato? Un’occasione persa per isolare il Paese dagli shock dei prezzi internazionali.
Tendenze globali: l’Indonesia in testa, l’Australia in ritardo
Mentre l’Australia si fermava, altre nazioni andavano avanti. L’Indonesia sta espandendo in modo aggressivo il proprio mandato per il biodiesel al 50%, e le Filippine stanno prendendo in considerazione una miscela al 7% (B7). Nel frattempo, gli standard australiani sui carburanti limitano ancora il biodiesel a un misero 5%.
Nel 2025, gli avvertimenti dell’Australian Strategic Policy Institute e di leader del settore come Stephen Forshaw, capo di Airbus Australia, sono rimasti inascoltati. Il governo ha finalmente annunciato un pacchetto di biocarburanti da 1,1 miliardi di dollari… ma non prima del 2028, decenni dopo che gli esperti avevano sollecitato per la prima volta un’azione.
L’ascesa degli eFuel: una soluzione migliore?
Il dibattito sul biodiesel è ormai piuttosto accademico. I carburanti sintetici di nuova generazione (eFuels) stanno emergendo come una soluzione più praticabile a lungo termine. Questi carburanti possono essere prodotti catturando il carbonio dall’atmosfera e convertendolo in benzina o diesel utilizzabile, creando potenzialmente un ciclo del carburante a zero emissioni di carbonio.
Porsche sta già investendo in strutture eFuel, tra cui una in Tasmania, e la Monash University ha sviluppato una tecnologia per trasformare i pneumatici di scarto e la plastica in carburante. A differenza del biodiesel, gli eFuel sono compatibili con i motori moderni senza compromessi in termini di prestazioni.
Perché i veicoli elettrici sono ancora importanti
Anche i veicoli elettrici (EV) rimangono cruciali, soprattutto per la logistica urbana e il trasporto a corto raggio. I sussidi e gli incentivi per i veicoli elettrici, insieme allo sviluppo dell’eFuel, sono vitali per garantire la sicurezza del carburante in Australia.
Il risultato finale
Anche se il biodiesel potrebbe fornire un sollievo limitato nel breve termine, l’Australia deve dare priorità agli investimenti in eFuel e infrastrutture per veicoli elettrici per evitare di ripetere gli errori del passato. La finestra per l’indipendenza dal carburante si sta chiudendo e fare affidamento su soluzioni obsolete non farà altro che lasciare la nazione vulnerabile a crisi future.
